Quando sarai propenso a svalutarmi

e metterai i miei meriti alla berlina,
combatterò dalla tua parte contro di me
e ti mostrerò giusto, benché tu sia spergiuro.
Sono così esperto della mia indegnità
che a tuo favore posso imbastire una storia
di colpe nascoste, di cui mi sarei macchiato,
sicché mollandomi acquisterai più gloria:
così facendo sarò anch’io vincitore,
perché i pensieri d’amore tanto ho inchinato a te
che le ferite che io provoco a me stesso
avvantaggiandoti, mi danno un doppio vantaggio.
Tale è il mio amore, ti appartengo al punto
che per darti ragione mi assumerò ogni torto.

William Shakespeare, dai Sonnets, n. 88
1595-1605

When thou shalt be dispos’d to set me light,
and place my merit in the eye of scorn,
upon thy side, against myself I’ll fight,
and prove thee virtuous, though thou art forsworn:
with mine own weakness being best acquainted,
upon thy part I can set down a story
of faults conceal’d, wherein I am attainted:
that thou in losing me, shalt win much glory:
and I by this will be a gainer too,
for bending all my loving thoughts on thee,
the injuries that to myself I do,
doing the vantage, double vantage me.
Such is my love, to thee I so belong,
that for thy right, myself will bear all wrong.