Avrà sì e no ventidue anni.

February 28th, 2014

Eppure sono certo che, quasi altrettanti
anni fa, questo stesso corpo io l’ho goduto.

Non è affatto esaltazione erotica.
Solo da poco sono entrato nel caffè:
non ho avuto il tempo di bere molto.
Lo stesso corpo io l’ho goduto.

E se non ricordo dove – la mia amnesia che significa ?

Ah, ora, ecco, che si è seduto al tavolo accanto
riconosco ogni mossa che fa – e sotto i vestiti
lo rivedo nudo, quel corpo amato.

Konstantinos Kavafis, Il tavolo accanto
1918

È una brezza leggera

February 15th, 2014

che l’aria un momento ebbe
e che passa senza avere
quasi avuto bisogno di essere.
Chi amo non esiste.
Vivo indeciso e triste.
Chi volli essere già mi dimentica.
Chi sono non mi conosce.
E in mezzo a questo l’aroma
portato dalla brezza, mi affiora
un momento alla coscienza
come una confidenza.

Fernando Pessoa, È uma brisa leve, da Poemas
1921

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Un giardino afoso era la notte.

February 14th, 2014

Non ci dicemmo ciò che ci sconvolse.
Ne furono destati i nostri cuori
e soggiacquero al peso del silenzio.

E non fiorirono stelle quella notte
e nessuno c’era che per noi pregasse.
Solo un demonio rise nella notte.
Siate dannati tutti!  E allora accadde.

Georg Trakl, Ballade (III), da Nachlass (Opera postuma)
1911-1913 » Read the rest of this entry «

È difficile dire con parole di figlio

February 7th, 2014

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio essere solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre, da Poesia in forma di rosa
1962

Where am I?

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