Qui si chiude il testamento

September 12th, 2014

e finisce, del povero Villon.
Venite al suo seppellimento,
quando sentirete il carillon,
vestiti di rosso vermiglione,
perché in amore è morto martire;
lo giurò sul suo coglione
quando dal mondo volle partire.

E credo bene che non dica bugia,
perché fu cacciato come un cialtrone
dai suoi amori, rabbiosamente,
tanto che da qui al Rossiglione
non c’è cespuglio né macchione
che non gli abbia portato via
un brandello del suo giubbone,
quando dal mondo volle partire.

E’ così, esattamente:
quand’è morto, era uno straccione;
e in più, morendo, malignamente
lo premeva d’Amore il pungiglione;
duro più che l’arciglione
d’una cinghia si faceva sentire
-questo ci colma di stupefazione-
quando dal mondo volle partire.

Principe nobile come un falchetto,
sappiate che fece prima di morire:
si bevve un bicchiere di vino schietto,
quando dal mondo volle partire.

François Villon, ultima ballata del Testament 1416 » Read the rest of this entry «

Fermate tutti gli orologi, staccate il telefono

September 5th, 2014

date un osso succoso al cane, che non abbai,
silenziate i pianoforti e con tamburi velati
portate fuori la bara, cedete il passo ai piangenti.

Volteggino gli aerei gemendo sopra le nostre teste,
scarabocchino in cielo il messaggio Lui E’ Morto;
collarini di crespo al bianco collo delle colombe ufficiali,
e i poliziotti indossino guanti neri di cotone.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est e Ovest,
la mia settimana lavorativa e il mio riposo domenicale,
il mezzogiorno e mezzanotte, la mia parola, il mio canto;
pensavo che l’amore durasse per sempre: avevo torto.

Le stelle ora non sono richieste; spegnetele tutte,
impacchettate la luna e smantellate il sole,
svuotate gli oceani e ramazzate via le foreste;
perché niente può più tornare utile, ormai.

Funeral Blues, Wystan Hugh Auden, da Lighter poems, in Another time (1940)

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Si curva con pere dorate

July 31st, 2014

e folto di rose selvagge
il paese del lago;
e voi cigni beati
ed ebri di baci
tuffate voi il capo
nell’acqua limpida e sacra.

Ma quando viene l’inverno,
dove trovo i fiori e dove
il lume del sole
e l’ombra della terra?
Muti e gelidi stanno
I muri, al vento
stridono banderuole.

Friedrich Hölderlin, Metà della vita
1805 » Read the rest of this entry «

Gita di classe

July 24th, 2014

Per chi avesse pianificato una vacanza estiva a Parigi, ripropongo un racconto breve commissionatomi dal Goethe Institut, precedentemente apparso sul sito di Repubblica.
Buona gita, manu

 

Quando sarai propenso a svalutarmi

July 10th, 2014

e metterai i miei meriti alla berlina,
combatterò dalla tua parte contro di me
e ti mostrerò giusto, benché tu sia spergiuro.
Sono così esperto della mia indegnità
che a tuo favore posso imbastire una storia
di colpe nascoste, di cui mi sarei macchiato,
sicché mollandomi acquisterai più gloria:
così facendo sarò anch’io vincitore,
perché i pensieri d’amore tanto ho inchinato a te
che le ferite che io provoco a me stesso
avvantaggiandoti, mi danno un doppio vantaggio.
Tale è il mio amore, ti appartengo al punto
che per darti ragione mi assumerò ogni torto.

William Shakespeare, dai Sonnets, n. 88
1595-1605 » Read the rest of this entry «

Io vivo in doloroso stato

July 5th, 2014

Per un cavaliere c’ho avuto,
e voglio sia ben saputo
ch’oltre ogni misura l’ho amato.
Vedo ora d’essere tradita,
Ché non gli ho donato il mio amore,
ond’è che mi trovo in errore
dì e notte, nel letto e vestita.

Ben vorrei una sera avere
tra le braccia nude l’amato,
che certo ei sarebbe beato felice
solo ch’io gli facessi da cuscino,
perch’è lui che mi piace più di quanto
non sia piaciuto Florio e Biancofiore:
io gli dono il mio cuore e il mio amore,
il mio senno, i miei occhi e la mia vita.

Bell’amico, gentile e valoroso,
quando vi avrò in mio potere?
Solo una sera insieme a voi giacere
Per farvi dono d’un bacio d’amore!
Sappiate che avrei gran desiderio
Di possedervi in luogo di marito,
a condizione che mi promettiate
di fare solamente ciò che dico.

Contessa di Dia
1173 (?) – 1210 » Read the rest of this entry «

Gh’è nei to grandi – oci de ebrea

June 27th, 2014

come una luse – che me consuma;
no’ ti-ssì bèla – ma nei to oci
mi me vergogno – de aver vardà.
Par ogni vizio – mio ti-me doni
tuta la grazia – del to bon cuor,
a le me vogie – ti ti-rispondi,
come le vogie – mie fusse amor.
Sistu ‘na serva – no’ altro o pur
xé de una santa – ‘sta devozion ?
Mi me credevo – un òmo libero
e sento nascer – in mi el paron.
Vero xé forse – che in tuti i santi
gh’è un fià de l’ànema – del servidor,
ma forse, proprio – par questo, i santi
no’ se pardona – nel mondo amor;
no’ i canta, insieme – co’ done e fioi,
intorno ai foghi, – “El pan ! El vin !”,
co’ more l’anno – nei me paesi,
se prega un altro – anno al destin;
secondo el fumo – che va col vento,
scominzia i vèci – a profetar…
“O scarso, o grando – ne sia el racolto,
sperar xé tuto – e laòrar”.
Cussì mi vivo – zorno par zorno,
come un alegro – agricoltor,
vùi destraviarme – vardarme intorno,
méter un voto – fra mi e ‘l Signor…
Ma nei to grandi – oci de ebrea
ghe xé una luse – che no pardona;
ti-ssì una santa – e nei to oci
no vùi più creder – che gò vardà.

Giacomo Noventa, da Versi e poesie
1932

Conosci la terra dove fioriscono i limoni,

June 13th, 2014

nello scuro fogliame avvampano le arance d’oro,
un mite vento spira dal cielo azzurro,
il mirto è immobile e svetta l’alloro,
dì, la conosci ?
Laggiù ! Laggiù
vorrei andare con te, mio Amato.

Conosci la casa ? Su colonne posa il tetto,
la sala splende, la camera è un barbaglio,
e le statue di marmo ritte mi guardano:
“o povera bambina, che t’hanno fatto ?”
Dì, la conosci ?
Laggiù ! Laggiù
vorrei andare con te, mio Difensore.

Conosci il monte e il suo sentiero di nubi ?
Il mulo cerca la sua strada nella nebbia,
nelle caverne abita l’antica stirpe dei draghi,
dalla rupe a strapiombo precipita il flutto;
dì, lo conosci ?
Laggiù ! Laggiù
è la nostra strada ! Andiamo, Padre !

Johann Wolfgang Goethe, da Wilhelm Meister, Gli anni dell’apprendistato
1783-‘95 » Read the rest of this entry «

La cappella papale ch’è ssuccessa

May 30th, 2014

domenica passata a la Sistina,
pe tutta la quaresima è ll’istessa
com’è stata domenic’ a mmatina.
Sempre er Papa viè ffora in portantina:
sempre quarche Eminenza canta messa;
e cquello che ppiù a ttutti j’interressa
sc’è sempre la su’ predica latina.
Li Cardinali sce stanno ariccorti
cor barbozzo inchiodato sur breviario
com’e ttanti cadaveri de morti.
E nun ve danno ppiù sseggno de vita
sin che nun je s’accosta er caudatario
a ddijje: Eminentissimo, è ffinita.

Giuseppe Gioachino Belli, dai Sonetti (n. 1516 dell’ed. Vigolo)
1835

Le plus beau concert dessiné

May 27th, 2014

auquel j’aie participé c’était samedi soir au festival Regard 9 de Bordeaux. Ensemble avec Stefano Ricci et Eddy Vaccaro on est glissé dans un rare moment d’échange – artistic et humain. Je suis très reconnaissant à tous ces qui ont rendu ça possible: Alfred le president du festival, Eric Audebert pour avoir mis en place une magnifique scenografie. Merci encore au publique nombreux et très chaleureux de Bordeaux.

Vous pouvez regarder plusieurs photos ici.

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